Intervista al creatore di GamerTagMatch

Antonio Troise è il creatore di GamerTagMatch, la prima community online italiana per utenti Xbox Live nata per mettere in contatto tra di loro tutti i giocatori Xbox 360 amanti del gioco multiplayer.

Lo abbiamo intervistato in occasione del superamento del ragguardevole traguardo di 400 iscritti e gli abbiamo domandato della sua esperienza come switcher da PC a Mac.

Da quanto hai aperto la community di GamerTagMatch? Puoi fare un bilancio provvisorio di come stanno andando le cose?
Dopo uno sviluppo solitario di circa 4 mesi a Gennaio 2010 ho messo online il sito che si basa su una versione modificata radicalmente di Elgg, una piattaforma open source di social networking. Così dopo 6 mesi dall’avvio del progetto (in cui i primi 3 sono stati di beta pubblica che mi hanno aiutato a risolvere molti bug e ad implementare nuove funzionalità in base ai suggerimenti degli utenti) posso dire di ritenermi soddisfatto per il primo step: con il solo passaparola nei forum e la passione degli utenti Xbox Live ho superato i 400 utenti. E con le nuove iscrizioni di questi ultimi giorni il sito ha già raggiunto una buona fetta di utenti di Xbox Live.

Da quanto invece sei un utente Mac e cosa ti ha spinto a passare a Mac OS X?
Sono utente Mac dal lontano 5 Novembre 2007. Il motivo che mi ha spinto a passare a Mac non è stato, come per molti utenti, Windows, bensì lo stesso Linux! Infatti, dopo essere passato da Windows ad una distribuzione Linux, e averne apprezzato tutti i suo pregi, ho scoperto a mie spese che era ancora troppo giovane come sistema operativo. Per esempio, ad ogni nuovo aggiornamento cambiavano le procedure per far funzione il wifi e ogni piccola modifica apportata nella precedente release andava quasi sempre persa. Spesso il semplice aggiornamento del Sistema Operativo non bastava e, siccome il sistema risultava instabile, occorreva nuovamente reinstallarlo da zero. Decisi di passare ad un sistema operativo che combinasse la potenza del mondo unix-like con la stabilità e la performance del mondo Apple.

In cosa il tuo Mac ti aiuta nella gestione di GamerTagMatch?
Devo dire che sebbene quantitativamente il software per Mac sia inferiore a quello per Windows, qualitativamente, però, sono molto superiori. E così software come Coda è essenziale per il mio lavoro: non sono mai riuscito a trovare una controparte funzionale, veloce ed efficiente nel mondo Windows! Poi con il fatto che il core di Mac è unix-like, posso benissimo sviluppare il mio sito (per comodità uso XAMPP), sul mio Macbook Pro, e poi importarlo sul server Linux senza alcuna modifica. Per l’FTP uso il potentissimo e gratuito Cyberduck. Quei pochissimi applicativi che, più che altro per pigrizia mentale, uso ancora per Windows, li emulo facilmente su VMWare Fusion.

Hai altri dispositivi Apple, come iPhone o iPad, che sfrutti per gestire al meglio il tuo sito?
Da quando sono un utente Apple, ho imparato ad apprezzare tutti i suoi prodotti. Così ho un Macbook Pro 15”, un iMac 27”, un iPhone 3GS, un iPod Touch 1a gen (un po’ abbandonato ora, dopo l’avvento dell’iPhone), un iPad Wi-fi, Time Capsule (l’unica vera delusione: in wifi è troppo lento fare un backup anche parziale e ho finito per non usarlo più) e una AirPort Express. Ovviamente l’iPad è lo strumento migliore quando voglio controllare velocemente il mio sito da casa, tanto che, per questo uso, sta rapidamente sostituendo il mio portatile; mentre l’iPhone lo uso quando sono in giro per controllare le nuove iscrizioni sul sito poiché mi arrivano le notifiche via email.

Abbiamo visto che GamerTagMatch si occupa di Xbox, un prodotto Microsoft. Pensi che la qualità di Xbox derivi dal fatto che Microsoft ha applicato con successo la strategia Apple di produrre sia l’hardware che il software?
Tutti quelli che mi conoscono mi chiedono come faccio a coniugare la passione per i prodotti Apple con il mondo Xbox 360 della Microsoft. Ma io non sono il tipo da dare pregiudizi. E la Xbox 360 per Microsoft, nonostante alcuni problemi iniziali, è stata la vera e forse unica e irripetuta rivoluzione. Forse non tutti sanno che la prima Xbox originale era basata su chipset Intel e una scheda video nVidia. La Xbox 360, invece, è stata costruita su una scheda grafica ATI Radeon e un processore IBM dual core, lo stesso presente su i computer G5 della Apple. La scelta di Microsoft fu coraggiosa: per prima cosa diede fiducia ad IBM con i suoi primi processori multicore, quando all’epoca la Intel spopolava enfatizzando i processori singolo core a suon di MHz; ma la cosa interessante è stata che, cambiare radicalmente archittettura avrebbe significato non garantire al 100% la compatibilità verso il basso (Xbox originale) a tutto vantaggio di performance di tutto rispetto anche a distanza di anni, cosa che invece con Windows non ha avuto il coraggio di fare, lasciando pezzi di windows 95 anche nei sistemi operativi come Vista.

E sapete quale è il bello di questa situazione? Visto che, mentre era in progettazione, ne ATI ne IBM avevano finito i loro chip, gli sviluppatori potevano usare i G5 come kit di sviluppo, per simulare al meglio il tipo di ambiente e di prestazioni in cui avrebbero operato i giochi della futura Xbox 360, in modo da poter determinare la qualità delle animazioni e la velocità di riproduzione di un gioco, consentendo loro di iniziare lo sviluppo in anticipo sui tempi. L’ambiente di sviluppo basato su Apple era buono, anche se poteva dare solo una idea approssimativa del sistema reale. Così ben 4000 Macintosh con G5 furono distribuiti da Microsoft agli sviluppatori e i primi giocatori che provarono i giochi nella aree Xbox 360 sparse per l’America, nate per pubblicizzare la futura console, siccome non erano ancora pronte le console definitive, usarono a loro insaputa sistemi Apple Macintosh G5 camuffati. Quindi gli Apple Macintosh G5 furono i prototipi iniziali della Xbox 360.

Un’altra cosa simpatica che ho notato ultimamente è stata la somiglianza tra i controller della Xbox 360 e quello di Apple Pippin, la console di Cupertino che non ebbe mai il successo sperato: i 4 tasti messi in croce hanno gli stessi 4 colore base (verde, blu, giallo, rosso) solo in ordine diverso: che quelli della Microsoft si siano ispirati anche a questo piccolo particolare?

Quali sono gli obiettivi nel futuro di GamerTag Match?
Come scrissi nel primo editoriale, GamerTagMatch è un sito nato da una esigenza personale, ma che con il tempo ha maturato uno scopo ambizioso: riunire tutti i videogiocatori xbox live italiani in una unica community in modo da dare loro l’opportunità di trovarsi, incontrarsi, fare amicizia e, non meno importante, giocare insieme online con gli stessi giochi che li appassionano.

Ecco perché ho pensato di creare questa risorsa online semplice e immediata. Un luogo dove chiunque potesse approdare per lasciare il proprio gamertag, la propria lista di giochi preferiti per l’online e lasciare le motivazioni per cui si vuole giocare in Live, sapendo subito quanti e quali giocatori hanno lo stesso nostro gioco. Inoltre, ogni volta che qualcuno aggiungerà lo stesso gioco che avremo noi, ci arriverà una mail di notifica che ci avviserà della possibilità di incontrare nuove persone online.

E i tuoi progetti oltre a GamerTagMatch? Qualche idea ancora da tradurre in codice?
Idee tante ma tempo poco: per realizzare GamerTagMatch ho dovuto sospendere temporaneamente le pubblicazioni sul mio blog personale Levysoft.it. Il prossimo passo sarà cercare collaboratori fidati: seguire da solo l’evolversi del sito è un lavoro molto impegnativo e un aiuto non fa mai male. Ora voglio cercare di continuare a spingere su questo nuovo prodotto… ma sicuramente una cosa che voglio fare è imparare per bene a programmare per iPhone in modo da sviluppare una app per GamerTagMatch.

Un saluto a tutti i lettori di Pianeta Apple e un “in bocca al lupo” a tutta la Redazione!

Ringraziamo anche noi Antonio per la gentile concessione di questa interessante intervista.

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Scritto da Pianeta Apple il 11 ott 2010. Registrato sotto People, Primo piano, Ultime notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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